“…Ma la verità è diversa, o cittadini: unicamente sapiente è il dio; e questo egli volle significare nel suo oracolo, che poco vale o nulla la sapienza dell’uomo; e, dicendo Socrate sapiente, non volle, io credo, riferirsi propriamente a me Socrate, ma solo usare del mio nome come di un esempio; quasi avesse voluto dire cosí: “O uomini, quegli tra voi è sapientissimo il quale, come Socrate, abbia riconosciuto che in verità la sua sapienza non ha nessun valore”. – Ecco perché ancor oggi io vo dattorno ricercando e investigando secondo la parola del dio se ci sia alcuno fra i cittadini e fra gli stranieri che io possa ritenere sapiente; e poiché sembrami non ci sia nessuno, io vengo cosí in aiuto al dio dimostrando che sapiente non esiste nessuno. E tutto preso come sono da questa ansia di ricerca, non m’è rimasto piú tempo di far cosa veruna considerabile né per la città né per la mia casa; e vivo in estrema [c] miseria per questo mio servigio del dio. [...]
“…E,andandomene via, dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest’uomo ero piú sapiente io: in questo senso, che l’uno e l’altro di noi due poteva pur darsi non sapesse niente né di buono né di bello; ma costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere; e mi parve insomma che almeno per una piccola cosa io fossi piú sapiente di lui, per questa che io, quel che non so, neanche credo saperlo. E quindi me ne andai da un altro, fra coloro che avevano fama di essere piú sapienti di quello; [e] e mi accadde precisamente lo stesso; e anche qui mi tirai addosso l’odio di costui e di molti altri. […]
(Platone, Opere, vol. I, Laterza, Bari, 1967, pagg. 38-41 da “Apologia di Socrate”)
“Il tempo è la musica dell’anima.
Trova il tempo: il tempo per amare ed essere amato.
Trova il tempo di dare. E’ il segreto dell’eterna giovinezza”
[M.Teresa di Calcutta, " Pensieri" ]
Ancora un blog? Qualcuno avvezzo a percorrere i labirinti della rete si chiederà se sia necessario aprirne un’altro, tra la folla di spazi che già esistono.
Direi di sì, decisamente sì! ( Il moltiplicarsi di luoghi come questo fanno sperare che si stiano riaccendendo e diffondendo tra il popolo dei "navigatori" e forse anche altrove , non solo il desiderio di comprensione e partecipazione alla " cosa pubblica ", ma la civilissima e "civilizzante attitudine" di confrontare le proprie persuasioni ed opinioni imparando a dubitarne, a relativizzarle, assimilandolo come unico possibile percorso di scoperta, di conoscenza, di amore. Questo sinceramente auspico possa animare gli interventi e le presenze che si incontreranno nel blog; non certo un abusato bisogno di visibilità già così largamente e volgarmente diffuso da quei media che da anni vanno progressivamete annichilendo le nostre serate.)
Molti di questi preziosi ambiti sono delle vere e proprie "cittadelle del Pensiero". Agorà dove le idee si rincorrono, si incontrano e si scontrano, si fondono e si esplicitano fino a costruire gli edifici della Ragione e della Consapevolezza. Soprattutto in un Paese come il nostro che, in uno dei momenti più difficili e tristi della sua storia, sta perdendo la capacità di guardare la propria Realtà con lucidità riflessiva e critica. Un Paese che ha abbandonato ogni facoltà di costruire e realizzare delle serie alternative al deserto etico, sociale e culturale che ci circonda. Un Paese che non sa più amare.
Questa Agorà è anche e soprattutto incontro di cultura e di culture, le più diverse e lontane, le più divergenti o convergenti.
La nostra Società sembra votata al pericoloso abisso, provocato dall’allineamento di intelletti narcotizzati dalla dittatura del mezzo televisivo e la Comunità che ne è nata appare più macabra e più uggiosa.
L’individualismo è giunto a livelli esasperati uccidendo addirittura quei valori di base che hanno precedentemente irrorato di saggezza e disponibilità le nostre antiche tradizioni.
Lavoriamo, con vitale dinamismo e con la forza della responsabilità, attraverso scontri ed incontri, per la riscossa del Pensiero critico che possa essere premessa alla nascita di un "homo italicus" diverso. E facciamolo con la Musica, con la Poesia, con la Letteratura. Senza le nevrotiche presunzioni dell’Ego stolto ma con quella luminosa disponibilità della mente e quell’Amore che già Socrate, Voltaire e quella donna "minuta e gigantesca" che è stata Madre Teresa di Calcutta ci hanno lievemente insegnato.
sabato 30 maggio 2009
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